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Intervista all'Assessore del Comune di Arsoli - Luca Pulcini - Referente COL di Arsoli A cura di Form.azione srl
Domanda: Se le dico “sviluppo locale” cosa le viene in mente e che cosa associa ai termini sviluppo e locale? Assessore: Dei termini “ sviluppo locale” mi interessa molto il punto di vista operativo. Mi viene in mente quello che può essere lo sviluppo del nostro territorio, che oggi si contraddistingue come un ambiente incontaminato e dove sono presenti siti di interesse storico, tipo i monasteri di Subiaco, il castello di Arsoli, le ville romane riportate alla luce recentemente sul territorio della Comunità Montana. Uno dei punti di forza quindi dello sviluppo locale in questa area può essere rappresentato dall’inbound turistico legato ad aspetti storico-culturali e all’ambiente stesso. A mio giudizio, quindi, lo sviluppo del territorio passa attraverso una organizzazione e un potenziamento strutturale del turismo legati a questi due punti fondamentali, il tutto legato agli aspetti della tradizione, della cultura e dell’enogastronomia. In questa area si pratica di fatto quella che viene definita agricoltura biologica anche se ancora non si è lavorato per ottenere un riconoscimento ufficiale. Certamente stiamo parlando di piccole produzioni, addirittura di nicchia ma di alto valore qualitativo: penso ad esempio alla produzione dell’olio di oliva che ritengo essere di eccellente qualità, o alle produzioni di legumi legati storicamente alla tradizione contadina del territorio. Domanda: Quindi Lei trova che il territorio della Comunità Montana, più specificatamente di Arsoli, ha delle potenzialità non ancora valorizzate? Assessore: Non dico totalmente ma sicuramente ci sono ampi spazi di operatività. Ci sono aziende agricole a conduzione familiare che però rimangono sempre aziende di “nicchia” che non hanno grosse produzioni o grosse vendite anche perché non hanno mercato. Io sono convinto che l’operazione che va fatta su questo territorio è dare forza a questi aspetti e strumenti agli operatori, quindi sviluppare il territorio, passando per questi nodi strategici, il turismo legato alle attività enogastronomiche e all’ambiente, mettendo in atto azioni che possano supportare e favorire questo tipo di sviluppo. Domanda: Venendo alla specificità delle attività del COL, i giovani che vengono coinvolti sono sensibilizzati alle strategie di sviluppo locale e quindi alla necessità di porre in essere azioni, e quale stimate potrebbe essere il contributo che un giovane potrebbe dare? Assessore: I giovani non sono molto sensibili a questi problemi, d’altra parte i riferimenti che hanno sul territorio vanno in un’altra direzione. Se io le dico che ad Arsoli c’è una sola azienda agricola e che nella Comunità Montana ci sono solo tre agriturismo, è ovvio che i riferimenti che hanno i giovani non vanno in questa direzione, perché queste attività non danno lavoro, non danno reddito. Non arriva ai giovani il messaggio che questo tipo di attività potrebbe rappresentare un’opportunità di sviluppo e un alternativa al lavoro dipendente e pendolare che oggi comunque vive uno stato di crisi drammatica sia in termini di occupazione che di salari e che quindi il lavoro e il reddito possono essere creati sul nostro territorio. I giovani di Arsoli e delle aree limitrofe, logicamente hanno altri obbiettivi come trovare lavoro a Roma sul terziario o in fabbrica, o puntare a un impiego pubblico. Una inversione di tendenza ci potrebbe essere solo se i ragazzi e le nuove generazioni cominciassero a intravedere delle nuove prospettive e opportunità di creare reddito, cioè se sul territorio riuscissero ad emergere attività produttive redditizie nel settore dell’allevamento , come in quello del turismo e o dell’agriturismo, come del resto succede nelle altre regioni dell’Italia centrale a cui sicuramente non lasciamo niente da un punto di vista paesaggistico e ambientale. Se avessimo tutti quanti, ognuno per le sue competenze, questa consapevolezza le prospettive potrebbero cambiare. Domanda: Il COL (Centro Orientamento Lavoro) è attivo su una operazione di questo genere? Assessore: Il COL tenta un’operazione di questo genere attraverso la diffusione di informazioni, procedure e modalità per la neo imprenditorialità giovanile e femminile anche informando su opportunità offerte da bandi ed avvisi, ma in questo momento non c’è la sufficiente partecipazione. Manca una forte azione di start-up. Domanda: A Suo giudizio questa mancanza di volontà a fare impresa in quest’area è solo un fatto economico, istituzionale o ha anche degli spetti culturali? Assessore: E’ una questione culturale prima di tutto. Visitando il sito della camera di commercio, abbiamo riscontrato che ad Arsoli ci sono circa 100 imprese ma di queste 100 la metà non sono operative. L’obiettivo primario, di noi abitanti della Valle dell’Aniene , è andare a lavorare , magari con un posto fisso, a Tivoli o a Roma perché ovviamente li ci sono maggiori opportunità. Quindi anche se in possesso di un titolo di studio i giovani non investono energie e risorse sul territorio, perché manca anche una tradizione di fare impresa, anche familiare. Manca lo spirito imprenditoriale e quindi bisognerà attivare con forza delle azioni che generino spirito d’impresa .La politica deve fare delle scelte nette e lungimiranti perchè sono convinto che ad oggi deve essere prima di tutto l’amministrazione pubblica a fare lo sforzo maggiore per mettere in moto questa macchina e offrire opportunità a chiunque sia pronto a investire e a credere nelle potenzialità che la Valle dell’Aniene ha da offrire. E non sono poche.. Domanda: Il COL in particolare come pensa di operare per aiutare la crescita di questo spirito imprenditoriale? Assessore: Noi non siamo un agenzia di sviluppo del territorio a cui spetterebbe questo compito Il Col ha come caratteristica principale quella di orientare i cittadini, soprattutto giovani, nella ricerca di occupazione, anche attraverso percorsi di formazione professionale,e indirizzarli dove ci sono opportunità sostenendoli fin dalla preparazione dei curriculum. Siamo comunque strutturati attraverso personale altamente qualificato per indirizzare sviluppo d’impresa: chiunque abbia necessità presso il col di Arsoli potrà avere notizie sul credito agevolato, sulle opportunità legislative e sugli obblighi di legge, ogni persona che abbia intenzione di iniziare un attività sul nostro territorio può sicuramente trovare informazione e risposte presso il nostro centro. Domanda: Alcuni modelli sperimentati di sviluppo locale sono stati caratterizzati anche dalla capacità di attrarre capitali da fuori, forse anche su questo la Pubblica Amministrazione può svolgere un ruolo determinante. Assessore: Assolutamente si. Il nostro territorio attualmente è povero e quindi non appetibile a investimenti esterni. Il lavoro principale deve essere svolto dalle pubbliche amministrazioni. E’ la politica che deve avere la guida di un progetto di trasformazione economica. E deve farlo in maniera trasparente coinvolgendo i cittadini sulle scelte e sulle strade da percorrere, senza far scendere tutto dall’alto. Deve fare delle scelte nette e chiare puntando magari sull’artigianato e non sugli insediamenti industriali o commerciali, sulle fonti di energia rinnovabili, sulla raccolta differenziata dei rifiuti piuttosto che sui termovalorizzatori. Il ruolo della Pubblica amministrazione è quello di mettere a disposizione gli strumenti per avviare un percorso virtuoso e quindi reperire fondi e risorse ponendosi obbiettivi a lungo periodo attivando prioritariamente investimenti sulle risorse umane. La pubblica amministrazione deve assolutamente fare un analisi su quello che succede nel territorio e sulle reali potenzialità di sviluppo. Domanda:Che tipo si sviluppo quindi su questo territorio Assessore: Continuo a pensare che questo territorio abbia un grosso potenziale sia da un punto di vista produttivo che da un punto di vista qualitativo. Sicuramente la Pubblica Amministrazione non può caricarsi di tutto, è vero, però deve essere il traino e protagonista tra le altre cose della creazione di una rete che ad oggi manca da un punto di vista della comunicazione: dovrebbe organizzare o sostenere fiere,promuovere rassegne enogastronomiche per valorizzare i prodotti tipici ecc. Purtroppo localmente è scarsa anche la consapevolezza della necessità di ragionare e lavorare in rete e su temi strutturali. Tre anni fa alla fiera di Roma, in un padiglione dedicato ai prodotti tipici, sono stati presentati i fagioli prodotti nel territorio del Comune di Vallinfreda, ebbene, in fiera è stata venduta tutta la quantità conferita a dei prezzi interessanti, mi pare a 7 / 9 euro al chilo e soltanto in un paio d’ore. Far conoscere questi “episodi” positivi potrebbe innescare meccanismi importanti. Pensiamo un attimo al valore del fiume Aniene. Voi siete venuti da Roma e avete costeggiato l’Aniene. Il fiume è una risorsa che non riusciamo a valorizzare, ad oggi purtroppo neanche a difendere dall’assalto dell’ACEA, è un fiume che ha una storia e su cui si potrebbero costruire dei percorsi, anche finalizzati al treking o alla mountain bike con una pista ciclabile che parte da Mandela fino ad arrivare a Subiaco. Sarebbe un percorso di 30 chilometri che si può trovare a mezz’ora di macchina da Roma. Per’altro in questa area c’è anche il parco che dovrebbe rappresentare una risorsa per il turismo. Domanda: Sicuramente l’Ente Parco potrebbe concorrere alla costruzione di una offerta turistica qualificata, ma non crede ci siano anche altri tipi di problemi? Ad esempio sarebbe interessante verificare quanti cittadini romani sono a conoscenza dell’offerta turistica che queste aree sono in grado di fornire. Forse c’è anche un serio problema di marketing territoriale. Non crede che sia necessario riuscire a commercializzare questo prodotto turistico rappresentato dal territorio di vostra pertinenza? Assessore: Questo è uno degli argomenti per i quali sostengo che il ruolo della Pubblica Amministrazione è fondamentale. Deve essere la politica che muove queste cose, il problema del marketing esiste perchè non solo tali ricchezze e potenzialità non le conoscono i cittadini di Roma ma non le conosciamo neppure ad Arsoli. Molti cittadini non sono mai andati a visitare il parco: si potrebbero attivare delle azioni semplici. Il Parco potrebbe stipulare un protocollo di intesa con tutte le scuole le quali, un paio di volte l’anno, potrebbero portare gli allievi a visitare il Parco passare una giornata all’aperto con una guida che gli illustri le bellezze e le caratteristiche naturali del luogo. E’ ovvio che questi sono obbiettivi a lungo periodo ma bisogna fare una scelta di quali sono le azioni prioritarie per lo sviluppo locale. Domanda: Tornando alle attività del COL, che tipo di lavoro fate con i ragazzi e che tipo di lavoro fate con le scuole e le imprese? che tipo di risposta riscontrate nel territorio? In sintesi , rispetto ai problemi dell’occupazione e del lavoro quali sono le azioni che mette in campo il COL e quali sono le difficoltà incontrate, e quali le cose che potrebbero aiutarvi? Infine quale ruolo potrebbe svolgere a sostegno la Comunità Montana? Assessore: Le attività che svolge il COL per i ragazzi sono a diversi livelli partendo dall’ascolto e dalla raccolta delle necessità dei giovani che si rivolgono allo sportello. Noi lavoriamo con loro per preparare i curriculum, supportarli nella preparazione degli stessi in base alle esperienze che hanno avuto, e per chi non ha avuto esperienza, individuare quelle che possono essere le caratteristiche le volontà cercando di capire e interpretare gli interessi e le attitudini dei giovani. Domanda: Che tipo di risposta e quanta utenza c’è e da dove viene? Assessore: Intanto l’utenza viene particolarmente dal Comune di Arsoli, ma viene anche dai paesi del Medaniene. Abbiamo utenti che arrivano anche da Subiaco. Domanda: Chi li indirizza? Assessore: Li indirizza comunque la comunicazione che fa il COL, non c’è un unico canale istituzionale particolare. Anche il passaparola tra i cittadini perché comunque il servizio stà ottenendo dei buoni risultati, da risposte positive ai cittadini che apprezzano e pubblicizzano a loro volta il lavoro dello sportello. Domanda: E le scuole che ruolo hanno ? Assessore: Con le scuole abbiamo già lavorato e continueremo a farlo. Questo COL è nato nel mese di Luglio 2006 e da allora sono state realizzate azioni di orientamento nelle scuole medie del circondario. Sono stati fatti dei seminari con le seconde e terze medie proprio per dare ai giovani informazioni circa il possibile percorso scolastico/ formativo al termine della scuola media. Inoltre questo tipo di orientamento è stato rivolto sia ai giovani che ai loro genitori. Domanda: La partecipazione è stata soddisfacente? Assessore: Molto. I ragazzi hanno partecipato numerosi, i genitori un po’ meno, d’altra parte questi sono i primi approcci. Domanda: Al COL si rivolge anche una utenza adulta? Assessore: Certo! Perché come punto di riferimento per quanto riguarda le questioni del lavoro su questo territorio ci sono solo il COL e il centro dell’Impiego di Subiaco. Domanda: Il COL svolge anche un lavoro di analisi sul candidato per arrivare a scoprirne le proprie capacità? Assessore: Assolutamente si. Il lavoro che viene fatto dal personale del COL va in questa direzione. Attualmente non c’è un bacino di utenza enorme e quindi c’è tempo da dedicare alla persona che viene presso di noi. E’ capitato di riuscire ad inserire due ragazze extracomunitarie nel giro di 48 ore dall’accesso al COL. Questi giovani avevano frequentato un percorso formativo per operatori socio- sanitari tramite una cooperativa del territorio. Il COL è molto interessato alle azioni di formazione professionale, lavoriamo anche per poter dare vita a corsi nel nostro territorio. Domanda: Quindi voi collaborate in modo strutturale con le scuole, con i centri per l’impiego e con le imprese? Assessore: Con le imprese c’è più difficoltà, stiamo provando ad avere dei contatti più strutturali. È chiaro che gli obbiettivi del COL sono quelli di fare una ricerca anche sulle necessità delle imprese per indirizzare un eventuale formazione, stiamo percorrendo anche questa strada. Domanda: Quindi il COL lavora anche in termini di programmazione a medio e lungo termine? Assessore: Questo tipo di obiettivo ce lo siamo imposto fin dall’inizio della nostra attività è quasi una regola perché altrimenti svolgeremmo solo il lavoro quotidiano. Ciononostante ci servirebbe precisare meglio lo scenario complessivo del contesto in particolare sui temi dello sviluppo possibile e dei fabbisogni che emergono dal territorio. Domanda: Il vostro lavoro sarebbe molto facilitato se aveste una maggiore conoscenza del fabbisogno. Assessore: Certamente si, ma questo è il lavoro più complesso. Domanda: Quale è, a suo giudizio, il supporto o contributo che la Comunità Montana potrebbe dare al COL ? Assessore: Ad oggi dobbiamo rovesciare il quesito: come può il COL di Arsoli supportare la la Comunità Montana? Perché questo è un tema fondamentale. Alla luce della nostra esperienza il Col di Arsoli può rappresentare un punto di forza e di vantaggio per tutto il territorio. Attraverso un lavoro integrato su vari livelli istituzionali ci poniamo senz’altro al centro di servizi e di coordinamento delle politiche attive del lavoro su tutto il territorio della Comunità Montana. La Comunità Montana, può contare, se lo ritiene utile alla crescita del territorio, sulla nostra capacità e sull’esperienza fatta sul campo dai nostri operatori con risultati molto positivi. Domanda: La Comunità Montana svolge un ruolo di affiancamento/supporto al lavoro che sta facendo il COL? Assessore: Io penso che la Comunità Montana ha nel suo dna il ruolo fondamentale per le politiche e per le azioni rivolte allo sviluppo locale, dal mio punto di vista deve rappresentare un interlocutore fondamentale. La C.M. dovrebbe operare con proprie risorse, anche umane, per evidenziare e mettere in contatto le attività produttive che stanno sul nostro territorio con il COL. Potrebbe nascere un canale di diffusione, di informazioni in grado di attivare e sensibilizzare anche le singole Amministrazioni Locali. La Comunità Montana deve, con più determinazione rispetto al passato, svolgere appieno il suo ruolo di programmazione di sviluppo territoriale in raccordo tra i singoli Municipi, i cittadini, il tessuto imprenditoriale e le altre Amministrazioni sovracomunali quali la Provincia e la Regione. Intervista realizzata il 3 Febbraio 2007 |